Finanziamenti ISMEA – aperta la caccia

Finanziamenti ISMEA – aperta la caccia

Lo scorso 8 gennaio si è aperto lo sportello telematico per la presentazione delle domande di partecipazione al Bando di ISMEA che attua le previsioni contenute nel Decreto MASAF 29 dicembre 2023, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 2024, con cui ISMEA è stato dotato di un fondo complessivamente pari a 100 milioni di euro destinati all’incentivazione nonché sostenimento finanziario di progetti di investimento, sviluppo o consolidamento da parte delle imprese agricole. Lo sportello chiuderà il prossimo 15 maggio 2026.

Il fondo è equamente suddiviso tra:

interventi finanziari a condizioni agevolate (FAG); e

interventi finanziari a condizioni di mercato (FCM).

La partecipazione, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 4 del Bando, è riservata a:

società di capitali, anche in forma cooperativa, che operano nella produzione agricola primaria, nella trasformazione di prodotti agricoli e nella commercializzazione di prodotti agricoli, compresi nell’Allegato I, TFUE;

– società di capitali, anche in forma cooperativa, che operano nella produzione di beni prodotti nell’ambito delle relative attività agricole, individuate ai sensi dell’art. 32, comma 2, lett. c), TUIR;

– società di capitali partecipate almeno al 51% da imprenditori agricoli, cooperative agricole a mutualità prevalente e loro consorzi o da OP riconosciute, ovvero le cooperative i cui soci siano in maggioranza imprenditori agricoli, che operano nella distribuzione e nella logistica, anche su piattaforma informatica, dei prodotti agricoli compresi nell’Allegato I, TFUE.

Pr gli interventi FCM, nel caso di società S.r.l. l’eventuale ammissione – mediante aumenti di capitale o sottoscrizione di prestiti obbligazionari – è condizionata alla trasformazione in S.p.A.

Tali soggetti devono, ai sensi di quanto previsto dal successivo art. 5 del Bando, possedere i seguenti requisiti:

I soggetti beneficiari devono possedere alla data di presentazione della domanda i seguenti requisiti:

– avere una stabile organizzazione in Italia;

– essere regolarmente costituiti e iscritti nel Registro Imprese;

– essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali;

– non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;

– trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia e urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi;

non essere stati sottoposti a sanzioni interdittive di cui all’art. 9, comma 2, lett. c) e d), D.Lgs. n. 231/2001;

– essere economicamente e finanziariamente sane e non trovarsi in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà.