Il vitivinicolo fa da apripista per la sostenibilità di filiera

Il vitivinicolo fa da apripista per la sostenibilità di filiera

La conversione in Legge del Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) introduce il concetto di sostenibilità di filiera, assegnando al settore vitivinicolo il ruolo di apripista, infatti è previsto che solo in un secondo momento il Mipaaf potrà estendere la certificazione della sostenibilità del processo produttivo può essere estesa ad altre filiere agroalimentari.

La novità è contenuta nell’articolo 224-ter e si pone l’obiettivo di migliorare la sostenibilità delle varie fasi del processo produttivo del settore vitivinicolo.

A tal fine viene prevista l’istituzione di un sistema di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola.

Il sistema consiste nell’insieme delle regole produttive e di buone pratiche che dovranno essere definite tramite uno specifico disciplinare di produzione.

Requisiti e norme tecniche che caratterizzano il disciplinare di produzione dovranno essere aggiornati con una cadenza almeno annuale. L’aggiornamento così serrato si pone l’obiettivo di recepire le novità in tema di orientamenti in materia di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Limitatamente alla prima applicazione, tuttavia, il disciplinare si baserà sulle linee guida nazionali di produzione integrata per la filiera vitivinicola, di cui alla L. 4/2011, con cui, si ricorda, è stata prevista l’istituzione del «Sistema di qualità nazionale di produzione integrata», avente lo scopo di assicurare che le attività agricole e zootecniche siano esercitate in conformità a norme tecniche di produzione integrata (da intendersi quale sistema di produzione agroalimentare che utilizza tutti i mezzi produttivi e di difesa delle produzioni agricole dalle avversità, volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici.).

Il rispetto delle norme tecniche è effettuato utilizzando organismi terzi accreditati.

Ma quali sono le norme tecniche?

L’articolo 2, D.M. 8 maggio 2014 stabilisce che sono tali i disciplinari adottati a livello regionale, redatti conformemente alle “linee guida nazionali di produzione integrata”(LGNPI), approvate dall’Organismo tecnico scientifico OTS.

I prodotti conformi al sistema possono essere contraddistinti da uno specifico segno distintivo. Secondo il comma 5, l’adesione al sistema è volontaria ed è aperta a tutti gli operatori che si impegnano ad applicare la disciplina di produzione integrata e si sottopongono ai relativi controlli.

Ma tornando all’articolo 224-ter, è stabilito che per permettere la creazione del disciplinare e il suo successivo aggiornamento, ma anche per valutare l’impatto delle scelte operate al fine eventualmente di modificarle, è prevista l’istituzione di un sistema di monitoraggio della sostenibilità e delle aziende della filiera vitivinicola italiana, i cui indicatori dovranno essere definiti con decreto Mipaaf, sentito il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Tutti i dati ottenuti con il sistema di monitoraggio, poi, saranno inviati alla rete di informazione contabile agricola prevista dal Regolamento (CE) n.1217/2009.

Il disciplinare è approvato dal Mipaaf.