19 Giu Ai blocchi di partenza la distillazione di emergenza
Dopo l’accordo nella Conferenza Stato – Regioni, si attende solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale,per dare il via libera alla cd. distillazione di emergenza per la campagna 2019-2020, strumento a supporto dei viticoltori previsto dal Regolamento delegato n. 2020/592 del 30 aprile 2020 e riferita è al vino non a denominazione di origine, avente una gradazione alcolica minima di 10° vol., che si affianca alla vendemmia verde varata con il D.L. Rilancio.
A chi si rivolge? A tutti i produttori da intendersi quali persona, fisica o giuridica, o loro associazione, che ha prodotto vino dalla trasformazione di uve fresche o da mosto di uve da essi stessi ottenuti o acquistati, che detengono, nella piena disponibilità, il vino non a denominazione di origine.
Il vino deve essere detenuto alla data 31 marzo 2020 e risultare dai registri ufficiali di cantina come vino non a denominazione di origine e non ad indicazione geografica.
Per poter accedere alla distillazione di emergenza è necessario essere in regola con la presentazione delle dichiarazioni vitivinicole.
Le risorse assegnate alla misura ammontano a 50 milioni di euro.
L’aiuto ammonta a 2,75 euro per % vol/hl alcole.
Per poter accedere all’aiuto è necessario presentare, in modalità telematica, ad Agea OP, il contratto di distillazione non trasferibile, entro il 7 luglio 2020.
Ogni produttore può stipulare 2 contratti di distillazione per i volumi di vino giacenti in cantina.
A garanzia del corretto conferimento del vino da avviare alla distillazione, da effettuare entro il 31 luglio, il produttore deve presentare apposita garanzia fidejussoria.
Nel contratto dovrà essere presente l’impegno da parte del distillatore di trasformare il vino in alcool, avente almeno la gradazione di 92°, entro il 15 ottobre 2020.
L’alcool derivante dalla distillazione è utilizzato esclusivamente per uso industriale, compresi i fini farmaceutici e per la produzione di disinfettanti o energetici.