Anticipi PAC per il 2020: opportunità per le aziende agricole

Anticipi PAC per il 2020: opportunità per le aziende agricole

La Legge di conversione del D.L. “Cura Italia” (L.27/2020), contiene importanti novità per l’agricoltura.

Di particolare importanza la disposizione dell’articolo 78, commi da 1 a 1-sexies che prevede una misura di carattere finanziario di immediata e facile fruizione da parte delle imprese.

Come noto, l’articolo 10-ter, comma 2, D.L. 27/2019, prevede la possibilità per le imprese agricole di ottenere un anticipo pari al 50% della PAC.

Con la nuova norma, per tutto il 2020, tale percentuale viene elevata al 70%.

Il calcolo viene rapportato al valore del portafoglio titoli 2019 in possesso degli agricoltori che conducono superfici agricole alla data del 15 giugno 2020. Gli stessi agricoltori dovranno, per beneficiare dell’aumento, presentare una domanda unica per la campagna 2020 per il regime di base e non potranno cedere titoli sino a quando non sia stata compensata l’anticipazione. L’anticipazione può essere concessa sulla base delle determinazioni assunte da ultimo in materia di aiuti di Stato nell’emergenza legata al Covid-19.

Con decreto MIPAAF da adottare dopo avere informato la Conferenza Stato-Regioni ed entro 20 giorni a decorrere dal 29 aprile 2020, saranno individuate le modalità di attuazione.

Ma c’è di più.

Infatti, prima dell’erogazione dei contributi, le P.A. devono effettuare molti controlli sulla posizione dell’azienda.

Con la nuova procedura in vigore nel 2020, le P.A. possano posticipare alcuni controlli e adempimenti richiesti per legge al momento dell’erogazione del saldo, sottoponendo il pagamento dell’anticipo a clausola risolutiva.

Si tratta, in particolare di:

1. gli adempimenti connessi alla regolarità dei contributi pubblici in relazione alle regole sugli aiuti di Stato come desumibile dal Registro nazionale degli aiuti di Stato;

2. l’obbligo di verifica, con modalità telematica, ed in tempo reale, della regolarità contributiva nei confronti dell’Inps e dell’Inail dell’azienda che svolge i lavori;

3. l’obbligo di verifica fiscale per i pagamenti da parte delle P.A. di importi superiori a 5.000 euro;

4. l’obbligo di acquisire la comunicazione antimafia mediante consultazione alla banca dati nazionale unica.

Viene, infine, previsto che le condizioni restrittive dovute all’emergenza Covid-19, rientrano tra i “casi di urgenza” di cui all’articolo 92, comma 3, Codice antimafia (D.Lgs. 159/2011), così che fino al 31 dicembre 2020, il pagamento dei contributi derivanti dalla PAC e nazionali anche in assenza dell’informazione antimafia.