01 Nov La Pac che verrà
In agricoltura un ruolo centrale è quello svolto dalla Pac con cui gli imprenditori riescono a reperire risorse per le proprie attività.
Come noto l’ultima programmazione si è conclusa con il 2020 (periodo 2014-2020) senza che a Bruxelles si fosse raggiunto un accordo per il periodo successivo.
Il protrarsi dei negoziati ha reso necessaria la previsione di un biennio interlocutorio in cui vengono estese le attuali norme che dovranno accompagnare la futura Pac che ci occuperà per il periodo 2023-2027.
Lo scorso mese i Ministri europei hanno raggiunto un accordo sull’indirizzo generale che dovrà avere il pacchetto dei 3 Regolamenti della Pac post 2020.
L’accordo stabilisce una netta sterzata verso la tutela dell’ambiente, introducendo strumenti quali i regimi ecologici obbligatori e una condizionalità rafforzata.
Identico accordo è stato raggiunto anche dal Parlamento Europeo, di modo che adesso c’è il mandato politico per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Intanto i regolamenti transitori che ci dovranno accompagnare per i prossimi 2 anni sono in fase di adozione.
Ma quale sarà la Pac che ci aspetta?
Come detto ci sarà una condizionalità ambientale rafforzata “obbligando” gli agricoltori, per ricevere maggiori contributi, all’adozione di pratiche maggiormente rispettose del clima e dell’ambiente.
Almeno il 30% degli aiuti diretti (il secondo pilastro della Pac) andrà destinato a regimi di aiuto ecologici volontari.
Con l’obiettivo della salvaguardia delle piccole realtà aziendali, almeno il 6% dei pagamenti diretti nazionali dovrebbe essere destinato a sostenere le pmi, e gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di destinare almeno il 2% delle rispettive dotazioni finanziarie per i pagamenti diretti a sostegno dei giovani agricoltori.