Incentivi per le piattaforme di e-commerce in agricoltura

Incentivi per le piattaforme di e-commerce in agricoltura

La pandemia che si è scatenata ormai un anno fa ha cambiato sicuramente le abitudini delle persone, ragion per cui anche le aziende devono adattarsi alle nuove esigenze del mercato e modalità di approvvigionamento da parte dei buyer e dei prospect.

In particolare, vuoi per il forzato sedentarismo imposto dalle misure restrittive, vuoi le nuove tecnologie che ci rendono connessi con il mondo, hanno portato a un aumento vertiginoso dello strumento dell’e-commerce che permette di raggiungere i clienti in tutto il mondo con un click.

Certo, il settore primario può incontrare maggiori difficoltà di adattamento e di utilizzo di tale strumento, sia per motivi strettamente legati ai prodotti commercializzati (si pensi ad esempio alle difficoltà di consegna di un prodotto fresco) sia alle regole fiscali cui soggiacciono (in questo caso il riferimento è, ad esempio, ai prodotti quali il vino, soggetti ad accisa).

A prescindere da tali difficoltà, il Legislatore, con la Legge di Bilancio per il 2021, e in particolare con il comma

131 viene riproposto il credito d’imposta di cui all’articolo 3, comma 1, D.L. 91/2014, spettante per  il potenziamento proprio del commercio elettronico.

I fondi messi a disposizione, che ammontano a 5 milioni di euro annuali per il triennio 2021-2023, sono destinati specificatamente al settore agricolo e agroalimentare.

Particolarità è che i fruitori possono essere le reti di imprese agricole e agroalimentari costituite ai sensi dell’articolo 3, D.L. 5/2009, anche costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi o aderenti ai disciplinari delle «strade del vino» di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), L. 268/1999.

Il Legislatore, in questo caso, intende agevolare forme aggregative e non singoli soggetti, molto probabilmente perché conscio che le pmi agricole, essendo di ridotte dimensioni, difficilmente possono affrontare simili progetti.

Ecco che allora si incentiva una forma di aggregazione con il preciso scopo di realizzare o ampliare infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico, con particolare riferimento al miglioramento delle potenzialità di vendita a distanza a clienti finali residenti fuori del territorio nazionale, per la creazione, ove occorra, di depositi fiscali virtuali nei Paesi esteri, gestiti dagli organismi associativi di cui al presente periodo, per favorire la stipula di accordi con gli spedizionieri doganali, anche ai fini dell’assolvimento degli oneri fiscali, e per le attività e i progetti legati all’incremento delle esportazioni.

Il credito ammonta al 40% delle spese sostenute e comunque non può essere superiore a  50.000 euro.

Con provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle entrate, da adottare entro 30 giorni decorrenti dal 1° gennaio 2021, saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta.

L’occasione è ghiotta, tuttavia, non si può non sottolineare come si dovrà vincere la ritrosia, soprattutto degli imprenditori del settore primario, di unirsi con il comune intento di crescere insieme, ma questa è un’altra storia da raccontare (prosegue) .